Oggi è il Blog Action Day, vorrei scrivervi un mare di cose, ma preferisco focalizzare l’attenzione su un’argomento unico, non che questo sia il più importante ma sicuramente rispecchia sicuramente il targhet dei miei lettori. Tralascio quindi di parlare di sperimentazione genetica e dei problemi legati alla gestione dello stato e dei comuni per fare spazio al problema della risorsa internet intesa come mezzo di comunicazione.
I pionieri che anno permesso di arrivare alla tecnologia attuale immaginavano un mondo dove il flusso di idee e pensieri potesse liberare le persone dall’oppressione e dalla tirannia, in parte questo è avvenuto ma non del tutto, basta guardarsi intorno per vedere che i primi siti mondiali trattano argomenti legati a multinazionali e si dedica un post all’anno per lavarsi la coscenza. Se andiamo dalla padella alla brace è perchè lo vogliamo noi.
La stragrande maggioranza dei servizi che oggi vengono usati in rete sono gestiti da aziende e queste ragionano solo in termini di profitto, è solo il profitto che fa scegliere a un’azienda una via per un’altra, non certo il bene comune.
Eppure vi sono dei modi sostenibili di usare la tecnologia, è dimostrato che le migliori tecnologie oggi usate in rete sono state sviluppate sotto licenze Opensources (WordPress Apache MySQL Php PostgreSQL Firefox e moltissimi altri), lo scopo quindi di questo post è dare un segnale chiaro e conciso sul mondo del Opensources come sostenibilità futura, e aumentare quella consapevolezza che ci rende liberi di scegliere il futuro di uno strumento che potrà giocare le carte del futuro.
Il pregio dell’Opensource non è solo il fatto di essere gratis per chi ne fa uso, ma utilizzando tali prodotti si evita di alimentare un mercato che lentamente ma inesorabilmente sta limitando la libertà di scelta e di opinione degli individui e di conseguenza rischia di rendere i computer e internet un bene per pochi e controllato da ancora meno individui. Ma forse già è così…






































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